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Archivio per la categoria ‘viaggiatori’

love_in_the_time_of_choleraDi fretta e con grinta una ragazza sulla ventina e dal look alternativo si fa spazio sul bus 55 diretto a East London. Non riesce a trovare posto a sedere, ma nonostante questo, in bilico tra i movimenti bruschi del bus tira fuori un libro. Il romanzo che tiene con fermezza è L’amore ai tempi del colera di Gabriel Garcìa Màrquez. Quelle pagine piene d’amore, di passione e di attesa tengono il suo sguardo fisso e concentrato sul romanzo, tanto da farle perdere la sua fermata.

 

 

 

 

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Sul treno, una signora sui cinquant’anni legge concentrata, sollevando lo sguardo solo ogni tanto e per pochi attimi, come ad assimilare meglio ciò che ha appena letto. Indossa vestiti semplici e pratici, un paio di jeans, un vecchio pullover stinto, scarpe senza tacco, come chi non bada alle apparenze ed è abituato ad andare oltre la superficie delle cose, a scendere in profondità. Fra le mani tiene stretto La lezione di anatomia, di Philip Roth.

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Treno che da Milano va verso Genova. Salgo a Pavia e riconosco l’edizione prima ancora del libro. Una donna sui trent’anni o poco più, carina e ben curata, capelli biondi lunghi e liscissimi, ha sulle labbra un leggero sorriso distratto, rivolto al vicino di posto che ogni tanto cerca di interrompere la sua lettura. Mastica nervosamente un chewing-gum, ma ogni tanto se ne dimentica e legge immobile e concentrata L’arte di essere felici di Seneca.

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Lo Hobbit [Torino]

119 Un ragazzo in metro attira la mia attenzione. Il colore olivastro della pelle e il taglio allungato degli occhi fanno pensare a paesi lontani, all’India, alle Filippine. Ha con sé una borsa nera, con un panda di peluche appeso a una catenina. Legge Lo Hobbit di Tolkien, in una delle ultime edizioni, uscite dopo il successo del film. Arriva la sua fermata, si alza e mette il segno con le dita. Esce dal vagone con il libro in mano, cammina fino alle scale mobili. Quando è sicuro di aver imboccato la strada giusta, toglie il segnalibro improvvisato e si lascia di nuovo catturare dalla Terra di Mezzo. 

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Treno da Pavia a Milano. Sale un giovane sui trent’anni, elegante ma disinvolto, i braccialetti di stoffa smentiscono la giacca gessata da posto di lavoro. Siede scomposto, magro, riccio. Dopo un po’ tira fuori un libro dalla ventiquattr’ore e inizia a leggere. Poi si interrompe, mette via il libro, guarda fuori dal finestrino. Sembra inquieto. Il libro era Se gioventù sapesse, di Doris Lessing.

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19.30 Una donna sui quaranta in autobus. Ha i capelli biondo platino, con la frangia che arriva quasi a coprirle gli occhi. Indossa stivali da cowboy azzurri, jeans aderenti, giacca di pelle. La sua personalità esuberante si capisce anche solo guardando l’ombrello ai suoi piedi: di plastica, rosa acceso. Il libro di Jostein Gaarder che tiene tra le mani sembra appena uscito dalla libreria. Ha ancora la fascetta editoriale arancione che lo avvolge. Il mondo di Sofia sembra interessare la donna più della grigia e piovosa Torino che scorre fuori dal finestrino. In questo fine aprile che somiglia tanto a novembre.

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