La verità sul caso Harry Quebert [Milano-Torino]

1Treno in ritardo di 20 minuti alla stazione centrale di Milano. Un uomo sui quaranta arriva trafelato e si siede nel posto vuoto di fianco a me. Indossa una mise impeccabile: completo scuro, camicia chiara, cravatta a fantasia non troppo appariscente. Quando finalmente il convoglio parte, tira fuori La verità sul caso Harry Quebert di Joël Dicker dalla ventiquattore in pelle. Non è molto avanti, il segnalibro segna poche pagine lette. L’uomo si rivela un lettore nervoso, distratto. Si interrompe spesso per guardare l’orologio, il display dello smartphone. Quando arriviamo in stazione la storia è ancora agli inizi. Probabilmente riproverà domani, a farsi prendere.

3 commenti

  1. secondo me ha provato a cominciarlo in estate e non ci è riuscito…secondo me questo uomo trafelato che consulta spesso lo smartphone ha letto al massimo 3 libri in vita sua…e questo glielo hanno regalato…ovviamente!!

  2. Non saprei. Come si usa dire per i libri “mai giudicare dalla copertina”. Magari era solo una mattinata no e aveva 1000 pensieri per la testa o aspettava la chiamata della vita…

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