Lessico famigliare [Vienna]

lessico_famigliareLa ragazza estrae dallo zainetto un libro. Uno scontrino sbiadito sbuca a metà tra le pagine, quasi fosse un segnalibro. Lei apre decisa la prima pagina, e inizia a leggere, in italiano: “Nella mia casa paterna, quand’ero ragazzina, a tavola, se io o i miei fratelli rovesciavamo il bicchiere sulla tovaglia, o lasciavamo cadere un coltello, la voce di mio padre tuonava: Non fate malagrazie! Se inzuppavamo il pane nella salsa, gridava: Non leccate i piatti! Non fate sbrodeghezzi! Non fate potacci! Sbrodeghezzi e potacci erano, per mio padre, anche i quadri moderni, che non poteva soffrire.” Subito ho l’impressione che quel libro le sia famigliare, e che rileggere l’incipit della Ginzburg la faccia sentire a casa, in questa prima giornata di neve.

3 commenti

  1. Questo libro ha questa capacità, di farti sentire a casa… L’ho letto anche io diverse volte ed ogni volta è un piacere immergersi nella vita di questa famiglia, con i suoi riti e il suo lessico…

  2. Lessi il lessico. Lo lessi mentre lavoravo per uno dei figli dell’autrice. Lo guardai con occhi diversi

  3. […] Libri in metro, “Lessico famigliare”: La ragazza estrae dallo zainetto un libro. Uno scontrino sbiadito sbuca a metà tra le pagine, quasi fosse un segnalibro. Lei apre decisa la prima pagina, e inizia a leggere, in italiano. […]

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