Una vera donna [Torino]

Una vera donnaHo tredici fermate di metropolitana davanti a me prima di scendere così, appena trovato un posto a sedere, imposto il cellulare affinchè vibri dopo 15 minuti e socchiudo gli occhi. E’ venerdì e la stanchezza della settimana si fa sentire.
Dopo un paio di fermate qualcuno mi si siede di fronte. Apro gli occhi e mi ritrovo davanti una ragazza sulla ventina. Pantaloni di una tuta grigia, piumino nero, una sciarpa anch’essa nera, un paio di “All Star” rosa ai piedi ed in mano uno spesso libro dalla la copertina in tinta con le scarpe. Lo tiene alto davanti agli occhi ed io annoto il titolo sul telefono: Una vera donna di Barbara Taylor Bradford.
La osservo immergersi nella lettura. Non stacca gli occhi dalle pagine ingiallite e raramente sbatte le palpebre circondate da lunghe ciglia nere. Di tanto in tanto abbozza un sorriso sul volto che presto lascia spazio nuovamente ad un’espressione molto concentrata. Ogni due o tre fermate sposta rapidamente lo sguardo fuori dal finestrino per controllare a che punto siamo della tratta, per poi farlo tornare tra le righe del romanzo. Resterei ore ad osservare una ragazza così giovane leggere in modo tanto interessato ad avido un libro (non capita mica tutti i giorni), ma la prossima è la mia fermata. Mi alzo e lascio la giovane lettrice alle prese con la sua “vera donna”.

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