L’utopia incarcerata [Roma]

 

Sembra straniera a giudicare dai tratti del viso e dal colore dei capelli. È una signora piuttosto anziana, sicuramente al di sopra della sessantina, anche se il ciuffo biondo che le spunta fuori dal cappuccio potrebbe ingannare. Siede sul sedile più esterno della sua fila, in uno degli ultimi vagoni della Roma-Lido. Ha la borsa sulle gambe, un ombrello con il manico ad uncino appoggiato alla sua destra e tra le mani L’Utopia Incarcerata di Dino Frisullo. Sulle unghie porta uno smalto scuro e tra le dita tiene quello che sembra essere un segnalibro di stoffa. Interrompe la lettura per togliersi il cappuccio dal capo e mostrare un cappello di lana bianca che le copre i capelli. Ma la frangetta bionda, un po’ sbiadita, è sempre lì. Si abbina ai suoi occhiali sottili e dal bordo dorato, rivolti verso il basso, concentrati sulla lettura.

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