Lavorare stanca [Milano]

paveseSul tram numero 16 un uomo dai capelli grigi siede appartato in un elegante completo gessato. Tiene un libriccino in grembo e una matita nella mano sinistra. A tratti interrompe la lettura, sottolinea una riga e annota qualcosa di incomprensibile a bordo pagina, come se tracciasse minuscoli geroglifici. Nulla sembra distrarlo: né le urla dei tifosi stranieri con la sciarpa al collo, né il suonatore di fisarmonica, né il cagnolino che abbaia isterico. Piano piano scendono tutti, il tram si svuota. Ma il signore dai capelli grigi resta ancorato al suo sedile blu. Contempla la luna che brilla in un angolo del suo finestrino, mentre il tram salta le fermate e corre veloce verso il capolinea, nell’umidità della sera.

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