Il club degli incorreggibili ottimisti [Roma]

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Roma, cinque e trenta del pomeriggio, Repubblica. Una decina di passeggeri pavidi decide di ‘saltare un turno’, perchè la prima metro si presenta (tra un eufemismo e l’altro) stilisticamente aggressiva. Chissà se respirano, la dentro. Tempo di attesa 4 minuti, secondo il tabellone luminoso. Nessuno di noi immagina che totalizzeremo quattro boicottaggi e 13 minuti prima di riuscire a entrare. Un po’ come alle lotterie, anche se non è chiaro il premio.
Di fianco a me, a destra, uno dei dissidenti ha i capelli brizzolati; anche il k way è brizzolato. Ha un segnalibro rosso e un libro pesante,lo tiene con una mano sola. E’ imperturbabile, alza lo sguardo solo per accertarsi che non salirà nemmeno sul prossimo treno. Durante il terzo boicottaggio ci guardiamo sconsolati, ha gli occhi celesti. Il libro è Il club degli incorreggibili ottimisti: un titolo perfetto, dopotutto.

One comment

  1. Bella e divertente la tua interpretazione

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