Addio, mia amata [Milano]

amataA Milano è sabato sera. C’è voglia di festa, di pensieri leggeri, di risate. Sembrano pensarlo tutti i passeggeri che viaggiano sulla linea rossa diretta a Bisceglie. Tutti eccetto qualcuno. Una ragazza infagottata in una pesante sciarpa bianca siede pensierosa con un libro tra le mani. A tratti interrompe la lettura, infila un dito tra le pagine per tenere il segno e appoggia il mento sul pugno chiuso. Osserva severamente i volti raggianti che si sfiorano, i turisti che salgono di corsa sul vagone, i bambini che fanno le linguacce e battono le mani. Sospira, abbandonata ai suoi pensieri. Imperturbabile a quel vortice di voci e colori, riprende la lettura con aria solenne, per poi sospenderla pochi istanti dopo.

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