Eva dorme [Roma]

Eva dorme Una marea di capelli neri e grossi e spessi. Una signora bellissima, con la faccia di cera, gli occhi grandi ma svuotati, da attrice. Con gli orecchini blu cobalto, altrimenti detti pennacchi, spolverini, credo.
La guardavo perché ogni tanto chiudeva gli occhi e io, in scia, cominciavo a pensare e scommettere che stesse scorrendo qualche scena in mente. Una, due, tre, venti slides; insomma che stesse ricordando. Lo facciamo tutti, penso, ma vederlo nei gesti degli altri è inequivocabile.
C’è un segnalibro: con i segnalibri si può essere più o meno aggressivi, e ci sono correnti di pensiero opposte. Chi lo infila a metà del libro, chi lo abbandona all’inizio; chi lo improvvisa e chi lo tiene sempre in mano, stretto e soprattutto scettro. In questo caso è una foto, ci sono due persone, non capisco se una delle due sia lei. Di sicuro è una copertina perfetta. Arriviamo a Flaminio e la fotografia rientra a scandire il tempo di Eva dorme, Francesca Melandri.

One comment

  1. Questo della Melandri è senza dubbio uno dei libri migliori che abbia mai letto. Bravissima!

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