Kafka sulla spiaggia [Roma]

kafka sulla spiaggiaLa coprono una maglietta rosa lunga fin sopra le ginocchia e dei pantaloni neri stile – li chiamano – harem. Al polso un bracciale largo, di legno, le dà un tocco etnico; i capelli legati tradiscono tutto il caldo che si respira nel pur condizionato vagone della metro A direzione Battistini. Legge assorta, con l’aiuto di un paio di cuffiette che la isolano dal resto del caotico mondo che le si sposta attorno sotto forma di massa pendolare in salita e in discesa.

Agguanta un sostegno in alto e cerca di reggervisi in equilibrio, approfittando di in un interstizio nato tra due passeggeri in movimento. Fallisce, si guarda attorno con due occhi  che ora mi accorgo essere di un azzurro intenso, e tenta la sorte cambiando braccio. Resta così, in bilico, per alcune fermate. Quando la metro arriva a Termini e il vagone si svuota, finalmente la ragazza trova lo spazio per leggere in tranquillità il libro che ha in mano: Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami.

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