Liberazione [Torino]

af449121c6031c5fecb65f856fce31d8_w_h_mw650_mh

Porta Susa, il binario 2 si prepara all’arrivo del Frecciabianca 9737 per Trieste Centrale: chi si saluta, chi aspetta impaziente, chi parla al telefono. Un uomo di mezza età siede alla mia destra e osserva la scena in silenzio. Incrocio per caso il suo sguardo e non riesco a fare a meno di ricercarlo in quell’attesa. C’è qualcosa di silenziosamente percettibile in quel gran caos, qualcosa che sul momento percepisco appena. Eppure “c’è un modo di entrare in contatto tra esseri umani più percettivo e affidabile della parola, fatto di sguardi, silenzi, gesti e messaggi ancora più sottili,” scrive l’ungherese Sándor Márai in Liberazione, il libricino che l’uomo alla mia destra tiene tra le mani. “É il modo in cui un essere umano nel suo intimo risponde al richiamo di un altro, quella silenziosa complicità […] il cui senso è semplicemente questo: io sono dalla tua parte, anch’io la penso così.” Sembra tirare un sospiro di sollievo quando il treno arriva e i molti salgono. Lui resta sui binari, e in fondo un po’ lo capisco.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: