Le braci [Venezia-Portogruaro Caorle]

lebraciRitrovare lo stesso autore a distanza di poche settimane fa un certo effetto. Di Sándor Márai, stavolta, sono Le Braci a viaggiare sul Regionale Venezia-Trieste. Lei, una bella donna sulla quarantina, siede sul bordo del sedile. Le pagine che mancano alla fine sono poche. Due grosse scarpe da corsa ai piedi stonano con la camicia morbida e il pantalone che, seppur sportivo, non si spinge a tanto. Credo, spero, che lo zainetto in pelle rossa al suo fianco nasconda un paio di décolleté in tinta con la sottile cinta in vita. Il caschetto biondo scuro, lungo e ben curato, lascia intravedere uno sguardo sicuro e un po’ severo, da avvocato. Conosce bene la tratta: all’improvviso, apre la cinghia dello zaino, mette via il libro nella tasca principale, consulta il cellulare nella laterale e tira fuori le chiavi dell’auto. Passa i restanti minuti a giocherellare con le chiavi della Fiat che l’attende parcheggiata in stazione.

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