Filosofia per la vita [Bari]

filovitaLa gente gli dà le spalle e sogghigna nel vederlo leggere come un bambino delle elementari, lasciandosi guidare dall’indice ed aiutandosi con il movimento delle labbra (e talvolta con l’aiuto sonoro). Io ne sono rapita, invece. Si tratta di un uomo sulla trentina, camicia a quadri e pantaloni corti. Legge con la stessa avidità con cui l’italiano medio si avventerebbe sulla parmigiana di melanzane tiepida della nonna, gli occhi in fuori come a voler captare il maggior numero di frasi e verità possibili e l’espressione appagata ed affamata allo stesso tempo. Di tanto in tanto solleva la testa, guarda fuori dal finestrino ed annuisce, ma subito riprende a fare la scarpetta sul suo libro tenuto poggiato sul tavolinetto. Il treno entra in stazione. Mi alzo, lo fisso, fisso la porta, la gente mi spinge. Non posso andarmene senza sapere cosa stia leggendo, mi faccio da parte, mi giro di nuovo verso di lui e, accidenti! ha già riposto il libro. Abbandono ogni mia remora, lo fermo e gliene chiedo il titolo. Sorridendo tira fuori dalla borsa Filosofia per la Vita [e altri momenti difficili] di Jules Evans ed aggiunge quanto sia bello ritrovarvi i propri pensieri e le proprie convinzioni… solo scritte meglio.

10 commenti

  1. L’ha ribloggato su Ecce Clelia e ha commentato:

    Quando si dice “divorare un libro”.

  2. “La scarpetta del suo libro” è bellissimo. Che bel lettore e che bella cosa ti ha detto. Hai fatto una descrizione emozionante. Io sono a favore della lettura con dito

    1. 🙂
      Grazie!
      è uno dei lettori a cui al momento sono più affezionata! 😀

  3. Una descrizione magistrale! L’ho divorata come il lettore divorava il libro!

  4. vorrei avere un po’ del tuo ardire. il protagonista ha rapito la mia attenzione. congrats.

    1. Sarebbe stato davvero uno spreco per LM non chiedergli il titolo! Altre volte capita che non si riesca a cogliere e si lascia perdere, ma lui, no… non potevo lasciarmelo sfuggire! 😀

  5. Non avevo mai pensato a un libro come a una parmigiana di melanzane…bellissima immagine, rende perfettamente l’idea 🙂 E ottimo tempismo sulla domanda del titolo: da “bookwatcher” a “bookasker” (passatemi l’orrore linguistico)! 😀

    1. 😀 ahah grazie! Il fatto che fosse poggiato sul tavolinetto ha contribuito a suggerirmi l’associazione di idee! Nuovo idolo!

  6. […] La gente gli dà le spalle e sogghigna nel vederlo leggere come un bambino delle elementari, lasciandosi guidare dall’indice ed aiutandosi con il movimento delle labbra (e talvolta con l’aiuto sonoro). Io ne sono rapita, invece. Si tratta di un uomo sulla trentina, camicia a quadri e pantaloni corti. Legge con la stessa avidità con cui l’italiano medio si avventerebbe sulla parmigiana di melanzane tiepida della nonna, gli occhi in fuori come a voler captare il maggior numero di frasi e verità possibili e l’espressione appagata ed affamata allo stesso tempo…. (continua a leggere) […]

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