L’analfabeta che sapeva contare [Treviso]

L'analfabeta che sapeva contareLa stranezza del titolo la si ritrova nella scelta degli abiti. Complice il tempo atmosferico che si dedica ai voltagabbana, la ragazza indossa un maglione di lana e degli shorts. Ha una giacca leggera appoggiata sopra il sedile vuoto alla sua destra, e un ombrello umido che gocciola per terra nel vagone del treno. Le scarpe non sono di certo impermeabili. Si tocca più volte il ciuffo di capelli inumidito dalla pioggia che evidentemente è sfuggito all’abile lavoro di protezione dell’ombrello. Nonostante il disagio, non rinuncia a sfogliare “L’analfabeta che sapeva contare” e a giudicare dall’espressione stampata in viso, il libro sembra divertirla e portarla in un mondo dove non piove.

One comment

  1. Ho visto questo libro alla Feltrinelli lo scorso weekend, e mi ci sono soffermata proprio perché catturata dal titolo, per me invece non strano, perfettamente familiare: mia nonna è analfabeta ma sa far di conto meglio di una calcolatrice scientifica!
    Il cambio lira/euro per lei non è stato affatto traumatico nè problematico!😀

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