Trainspotting [ROMA]

trainspotting

Dall’aspetto si direbbe un Gigi Marzullo un po’ più giovane. Eppure, anche se la bellezza non è probabilmente la sua dote più spiccata, il ragazzo ha un che di intrigante. Nella sua tenuta da lavoro mattutina, completo grigio e zainetto nero da pc, le cuffiette bianche collegate all’ipod e i capelli decisamente scompigliati aprono la via a uno strano connubio tra formale e trasandato. Avanguardia stilistica urbana, insomma.

Siede sul trenino Roma-Viterbo, vicino ad un finestrino neppure troppo vagamente sudicio. Nelle mani tiene il libro più azzeccato: Trainspotting di Irvine Welsh. E non solo. Accanto a lui, due campeggiatori anglofoni cinguettano nella lingua madre dell’autore del romanzo: il ragazzo non può ignorarli, e con occhi e orecchie apertissimi, attendo a non farsi notare, cerca di carpire stralci di conversazione nel frastuono generale, tra rotaie che scorrono, cellulari che squillano e pendolari che urlano.

A metà viaggio decide che lo sforzo non è commisurato al risultato, e mette via il libro. Si sistema le cuffiette. Ora, tutta la sua attenzione è per la musica, e per il paesaggio urbano che gli scorre a balzelli davanti agli occhi appena oltre il vetro.

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