Bookselfie: stefanowpgolding [TORINO]

il signore delle moscheSiedo di fronte ad un giovane uomo che parla al telefono. La sua voce è impostata, carica di seriosità. Forse sta avendo una telefonata di lavoro. Dà del lei, annuisce, gesticola un po’ ma non troppo, alza gli occhi al cielo come se, dall’altro capo, qualcuno stesse dicendo una sciocchezza. Lo fa alcune volte cercando di dissimulare il proprio disappunto. Sta facendo tante cose contemporaneamente: il telefono tra la spalla e l’orecchio, le dita che sfiorano i tasti del laptop e smistano gli appunti che occupano gran parte del tavolinetto e del sedile di fianco. Smette di scrivere al pc per qualche secondo, dedicandosi alla ricerca di un evidenziatore nell’Eastpack grigio scuro e inizia a sottolineare parti importranti su uno dei fogli che cerca di tenere fermo. Termina la conversazione salutando educatamente e rispettosamente. Sembra spossato. Mi fissa e mi saluta. Io ricambio il saluto non più usuale anche per chi viaggia a pochi centrimentri di distanza. Fissa per qualche secondo il vuoto. Non ha il tempo di appoggiare il busto allo schienale, quando un’altra telefonata è in entrata. Guarda lo schermo e sorride. Risponde con un fragrante ”hi mate!”. È radioso, dice che non vede l’ora di incontrare la persona con la quale sta parlando. Si capisce che è felice. Molto felice. Cambia anche modo di parlare. La voce, da impostata diventa amichevole, simpatica, affettuosa. Parla di Fede, Ale, Kenzy, Fu, Laura e Becca, di ristoranti, di club e di Oyster card. Parla con un leggero accento di Sua Maestà, dato forse dalla frequentazione della City o da qualche anno di studio nel Paese di Elisabetta. Continua la telefonata e nel frattempo riordina gli strumenti di lavoro. Tutto viene ordinatamente riposto nello zaino. Alcune cose ritirate fuori, girate nel verso giusto e riposte un’altra volta. Sembra che ogni oggetto debba avere un suo ordine e un suo verso. Potrebbe risultare super pignolo, super ordinato, super puntiglioso. A me sembra che abbia trovato un proprio equilibrio nell’avere tutto in perfetto ordine. Il suo ordine. Amici psicologi potrebbero definirlo maniaco compulsivo. Una forma lieve però. Con voce piena di affetto continua a programmare il weekend che sta per arrivare. Termina la telefonata con un ”already miss you all. ciao”. Il treno è quasi entrato in Porta Nuova. La città della Mole è buia. Il suddito di Betta finisce di ritirare le restanti cose. Tra queste rimane un libro che ha segnato positivamente il mio essere adolescente, il mio essere uomo, il rapportarmi con la società e il rapportarmi con me stesso. Vorrei dire al mio amico viaggiatore quanto Il signore delle mosche di William Golding è stato importante per me. Non ho il tempo perché riceve un’altra telefonata. Lo saluto e mi allontano. Il suo sorriso a quell’ultimo ”hello!” è l’arrivederci piú bello.

30 commenti

  1. Ma che bello, svegliarsi di domenica mattina e leggere un articolo così, mette tanta allegria. Leggendolo mi sembra quasi di vederti Stefano!!!!

    1. grazie salvo. ognuno vede ciò che vuol vedere…

  2. Cosa succede dopo? Dove si dirigeva? Da dove arrivava? Chi era quel “mate”? Pochi attimi e tante domande di cui la risposta è superflua, come a volte le diagnosi psicologiche

    1. l’ho lasciato che stava ancora parlando al telefono, pianificando forse i minuti a venire o forse il suo intero futuro. grazie simo.

  3. La descrizione è ritmata e particolareggiata.
    Il protagonista è molto interessante: un uomo preciso, puntuale, professionale. Circondato da amicizie preziose e costanti.
    Quest’uomo potrebbe essere chiunque ma di fatto non lo è
    Bel racconto..

    1. sembra quasi tu lo conosca. quest’uomo…
      grazie ele.

  4. Dunque oggi ci racconti qualcosa in più di te. Piacere, Stefano🙂

    1. solo un po’ di me. il resto verrà più in là. grazie veronica.

  5. Un immagine di te… E del mondo che ruota intorno a te… Si comincia a scrivere sul serio

    1. grazie cri. come fossi stato in analisi…

  6. Di sicuro il tuo pezzo migliore… Si percepisce come, oltre al “Signore delle mosche”, sia il “signore” del treno a plasmare l’autore! Tra un evidenziatore ed un eastpack mi immagino il protagonista con una gran voglia di vivere quella felicità trasmessa dal misterioso “mate” un po’ più spesso..un po’ più intensamente…già..appunti, telefonate e laptop permettendo🙂

    1. grazie alice. troppo poco tempo per vivere la vita. troppo ore destinate al dovere e sempre meno al piacere. grazie ! ! !

  7. bello!! passa da un personaggio sempre a lavoro dipendente dalla tecnologia a uno dei miei libri preferiti dove ci si trova senza nulla e allo stato primordiale. credo il più bel pezzo letto.

    1. grazie ale. un libro che mi ha segnato profondamente e positivamente. contento sia stato lo stesso per te.

  8. Che dire… ancora una volta sei riuscito a coinvolgermi con una pillola di realtà virtuale bello il ragazzo bello il libro. Bravo

    1. grazie ornella. contento di portarti, ancora una volta, più vicina al mio mondo.

  9. Bello! Una buona lettura per iniziare la settimana!

    1. buon inizio di settimana!
      grazie lau.

  10. ma questa persona ha i nostri stessi amici?
    well done

    1. è la cricca della betta.
      lol

  11. mi sono commosso rivedendo tutti noi.

    1. tu che ti commuovi ? ? ? a no, è fede quello col cuore di pietra…
      grazie ale.

  12. Molto molto molto molto molto bello!!! Un racconto di un uomo ben dettagliato, tanti particolari, tante caratteristiche che solo l’uomo in sé poteva conoscere. Sempre impegnato, super ordinato. Descritto in modo così perfetto sembra addirittura di riuscire a conoscerlo. Complimenti comunque.

    1. un po’ di quest’uomo in ognuno di noi. grazie!

  13. Sei proprio tu. I gesti e le parole che descrivi sono i dettagli che ti fanno un amico speciale.🙂

    1. sono io o non sono io? non nego né confermo…

  14. Shame on me! non ero ancora passata dal tuo selfie!
    ma quello che penso è stato detto e ridetto!😉

  15. Un uomo allo specchio.
    Una persona che cresce e matura.
    Bel ritratto.❤❤❤

  16. man in the mirror…

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