LM Stories #1

suttreeFermata di Barberini (metro A). Mercoledì pomeriggio, ora di punta.

Come ogni pomeriggio di ogni giorno feriale, la metro che arriva è una scatoletta di tonno ripiena di livore, da cui i passeggeri, all’apertura delle porte, lanciano sguardi misti di odio e supplica a chi aspetta sulla banchina. Seguono abbordaggi al vagone in stile pirata, in cui non si risparmiano calci e levate di metaforici scudi. Qualcuno protesta, qualcuno rinuncia, qualcuno riesce nell’impresa. Le porte si chiudono a fatica, il conducente minaccia gli astanti con un apollineo “aho, si nun ve levate qua nun partimo!”, finché il treno del dolore non si infila nella galleria, lasciando a terra i meno coraggiosi.

Nel turbinio di odio che imperversa lungo tutto il percorso della banchina, c’è una donna di una calma placida. Non si avvicina al vagone in sosta, restando in disparte in attesa del Grande Miracolo della Metro Vuota – laddove per “vuota” si intende “dotata di spazio sufficiente a consentire una respirazione seppur controllata ai passeggeri al suo interno”. Ha un libro in mano ma lo tiene chiuso e attende, serena. Accanto a lei, due turisti sulla trentina, evidentemente colti da un raptus di romanticismo da sottosuolo, si scambiano baci a schiocco e teneri sguardi di intesa, mentre attorno a loro il mondo si trattiene per resistere alla tentazione di gettarli sotto la metro in partenza.

Il Miracolo della Metro Vuota si manifesta poco più avanti, al terzo mezzo in passaggio alla fermata. La donna entra insieme ad un nutrito gruppo di persone, posizionandosi con ottimismo alla ballonzolante giuntura dei due vagoni. Legge così, in bilico, mentre attorno a lei la fauna umana che popola gli spazi dà il meglio di sé.

Mentre un gruppo di tre ragazze crede sia opportuno rendere edotto il resto del vagone delle proprie vicissitudini quotidiane e sentimentali , da ogni punto a portata di orecchio arrivano chiacchiere al cellulare e suoni inconfondibili di messaggistica istantanea. Proprio accanto a me, un signore guadagna spazio puntando il suo gomito dritto verso i passeggeri vicini, manco fosse un’arma letale. La nostra lettrice non si scompone. Si appoggia con la schiena al vagone per guadagnare equilibrio e reggere il volume, ma la velocità della metro e l’altezza dei suoi tacchi hanno la meglio. Tutto viene sballottato: il libro, il suo vestito a fiori, la scollatura generosa, i capelli mossi, fino a quando non si manifesta il secondo miracolo del pendolare: quello del Posto Libero. Riesce a sedersi, accompagnata nella sorte dal tipo che minaccia i vicini a colpi di gomito. Riesco finalmente a scorgere la copertina del libro: Cormac Mc Carthy, Suttree.

Se la sua calma è il risultato della sua lettura – penso – devo assolutamente procurarmi quel libro. E leggerlo in metro nei giorni feriali.

LM Stories: Tutto quello che accade intorno ad un libro e al suo lettore, senza limiti di spazio.

9 commenti

  1. Sopravvivenza urbana. Un libro aiuta

    1. E qui sorge la domanda: “quale libro aiuta di più?”

      1. Credo che per ognuno sia diverso. Da L’arte della guerra a Lo zen e l’arte di… Magari basta un buon romanzo

      2. Vero. Anche se dati i tempi di percorrenza in metro, un libro di racconti brevi potrebbe essere più indicato🙂

  2. vanhazebrouck · · Rispondi

    Quel libro ho provato a leggerlo in Scozia, in ee tutt’altra situazione: la vacanza nel silenzio delle highlands. All’epoca, a parte dei bellissimi passaggi e delle immagini forti come quella del treno in fiamme che corre sui binari, l’avevo trovato un po’ noioso. Ma è anche vero che gli highlanders di città leggerebbero anche il codice civile pur di isolarsi dal mondo infame.

    1. Tra l’altro, neanche a farlo apposta, ho incontrato davvero persone che leggevano il Codice Civile in metro. Non so dire se lo facessero per isolarsi o per lavoro, ma ho sempre provato per loro una certa tenerezza🙂

    2. Come deterrente generico, come scudo contro le gomitate, come contrappeso ok, ma …Il Codice può venire considerata anche arma impropria?

      1. Al liceo tendevo a considerare peggiore il dizionario Rocci Greco-Italiano, ma il Codice Civile mi pare un’ottimo sostituto per l’età adulta😀

      2. Il vantaggio del dizionario è la custodia rigida!!

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