L’orribile attesa del Giudizio Universale [BARI]

giudizioMattina piovosa. Nessun posto a sedere disponibile. La lettrice seriale resta in piedi, poggiata alla parete del treno, divertita dal libro ed allo stesso tempo insofferente verso la borsa troppo pesante che non può certo poggiare sul pavimento sudicio ed inzaccherato. Nonostante gli scossoni legge senza sosta né distrazioni sino al capolinea. Scende tenendo il segno con la mano, ne annoto mentalmente il titolo: L’orribile attesa del giudizio universale, di David Safier. Sembra accorgersi che piova solo dopo aver visto gli altri passeggeri aprire gli ombrelli davanti a lei. Prima di estrarre l’ombrello a sua volta dalla borsa, si assicura innanzi tutto di non perdere il segno, facendo un piccolo orecchio sull’ultima pagina letta, poi di riporre al sicuro sul fondo della borsa l’amico cartaceo. Solo allora apre l’ombrello per riparare anche la sua testa dalla pioggia.

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