Casa di bambola [Faenza]

bambolaSarà che è mattina presto, sarà che è ottobre e sarà che c’è la nebbia, ma al binario 4, complici anche i treni merci in transito, il fresco oggi lo si sente tutto: dalle facce assonnate degli altri viaggiatori si nota infatti qualcuno percorso da brividi o semplicemente infreddolito, mentre aspetta un treno che fa fatica a farsi strada fra i banchi nebbiosi.
Una di queste è una signora bassa sulla sessantina, il cui dettaglio principale è il colore arancione fluo dei capelli, mentre il secondario è che tiene in una mano il libro, Casa di Bambola di Henrik Ibsen; lo tiene piegato in due, in modo da poter usare solo la sinistra e sfruttando l’altra per una serie di faccende (inutili) come rovistare nella borsa, giocare con l’accendino, tirare fuori uno specchietto che poi non userà.
Salita sul treno si sistema il vestito a pois, si dà una passata di rossetto e tira fuori un pacchetto di grissini, per poi riprendere la lettura, sempre con una sola mano; l’altra è di nuovo impiegata a svolgere mansioni di difficile utilità, come far roteare una boccetta di smalto fra le dita.

3 commenti

  1. Che questa donna abbia una fissazione digitale?

    1. In generale qualche fissazione l’aveva😀

  2. […] in cui “legge” questo libro. No, non si tratta di una posizione particolare, nè di una mania strana ad accompagnare la lettura: il libro, Solea di Jean Claude Izzo, è appoggiato sulle gambe, con la […]

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