I bottoni di Napoleone [TORINO]

bottoSono immersa nella lettura quando mi chiede se il posto accanto a me è libero, tanto che non capisco subito che si sta rivolgendo a me. Alzo lo sguardo: è un ragazzo sui 22-23 anni, è salito alla fermata del Politecnico, e ha il classico look da studente: jeans, maglioncino a righe con lo scollo a V, occhiali di plastica nera spessa. Magro, sembra molto timido. Appena si siede si appoggia sulle gambe la borsa a tracolla, da cui estrae quasi di fretta un libro: è I bottoni di Napoleone, di Penny Le Couteur e Jay Burreson. Legge un po’ ingobbito, sollevando lo sguardo pochissime volte. Poi chiude il libro e inizia ad armeggiare con il cellulare.

One comment

  1. Sembra un deja vu. Anch’io tiro fuori il tomo, alzo poco lo sguardo e alla fine chiudo per smanettare. Non credo fosse esattamento queso il comporatmanto auspicato da certa letteratura in materia di rallentamento dei ritmi.

    Almeno non quelli di lettura.

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