LM Stories #4

assassionio_ackroyd_christieE’ sorprendente come con la fine dell’estate, le giornate londinesi si facciano molto più belle. I nuvoloni bianchi come cotone viaggiano veloci e il blu cobalto del cielo si fa spazio sopra la mia testa.
Aspetto il mio bus alla fermata di High Street Kensington. E’ l’ora di punta e il traffico è assordante. Intorno a me ho un groppone di persone che, molto composte, aspetta il mio stesso bus. Impiegati, turisti, scolaresche in viaggio, ragazze appena uscite da una sessione di shopping sfrenato: sono tutti sotto la pensilina, l’uno a fianco all’altro.

Il bus numero 49 in direzione Clapham Junction arriva. Passo la mia Oyster Card e svelta mi infilo al piano superiore, posto finestrino, il mio preferito. Immediatamente il sedile libero a fianco a me viene riempito da una signora. Sarà sull’ottantina ma a guardarla le daresti almeno dieci o quindici anni di meno. Ha un viso fresco e solare, i suoi grandi occhi verdi messi in risalto dai fondi di bottiglia che ha al posto degli occhiali, sono occhi che sorridono. Non so se si possa essere sentita osservata da me, ma all’improvisso mi guarda e dice qualcosa. Ho le auricolari e non sento, le chiedo di ripetere. ‘Hello darling’ mi ripete con voce pimpante e un po’ irriverente. ‘Hello Madam’ rispondo cordialmente. Rimango sorpresa, gli inglesi sono alquanto singolari, molto introversi e discreti a volte, disinvolti e chiacchieroni altre ancora. La signora indossa una gonna lunga fino alle ginocchia di color azzurro, un maglioncino bianco fatto a maglia e delle ciabatte da casa. Continuo ad osservarla attentamente e arrivo alla conclusione che è proprio lo stereotipo della signora inglese. Composta, elegante- a parte per quelle vecchie ciabatte da casa- truccata al punto giusto, probabilmente appena uscita dal parrucchiere e con un marcatissimo british english come accento, di quelli che non si sentono tanto spesso. Inoltre, scommetto che sia in ritardo per il tea time delle 5.

Di volta in volta mi sento osservata a mia volta, mi lancia delle occhiatacce seguite con dei sorrisi che non riesco ad interpretare. Dopo qualche fermata, dalla sua borsetta in pendant con la gonna, tira fuori un libro logorato dagli anni. ‘Darling, this is my favourite book ever. You must read it at least once…Or two or three’ mi dice ad alta voce ridacchiando mentre mi mostra il libro come se fosse il suo più caro e prezioso avere. Leggo il titolo, L’assassinio di Roger Ackroyd di Agatha Christie. ‘Classic’ penso. Nel frattempo la signora si sistema gli occhiali, appoggia la borsetta sulle ginocchia e apre il libro verso la fine. Si butta a capofitto nella lettura. Ad ogni pagina che gira le tremano lievemente le mani e i fogli del libro fanno altrettanto: sembrano essere all’improvviso così fragili. Mi viene da pensare quante volte abbia letto e riletto quelle pagine ingiallite e rovinate e mi viene da sorridere, dev’essere stato davvero il suo libro preferito, perché da quel momento fino alla sua fermata non ha più detto una parola o girato lo sguardo verso di me.

3 commenti

  1. Una bella storia

  2. bellissima descrizione, incantevole storia!

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