Il guardiano del faro [Forlì]

coverDa fuori, sembra una tipica mamma, ma pendolare. Non ha nemmeno una bellezza particolare che rimane in risalto rispetto al resto: capelli ricci e corti rossi, dalle due alle tre borse appoggiate nel sedile vuoto accanto al suo e semplicissimi jeans e maglione addosso, con una leggera sciarpa di lana sopra.
Appoggiato sul palmo aperto della mano sinistra, a mò di leggio, c’è Il guardiano del faro, di Camilla Läckberg; la mano destra sposta le pagine in un tempo che risulterebbe essere periodico, se cronometrato.
Già, non rimane troppo impressa nella memoria: è una lettrice come un’altra, su un treno serale come un altro, in un venerdì tale e quale ad altri.

Il treno inizia a rallentare, mi alzo per scendere e mi capita di dare un ultimo sguardo casuale sul vagone e incontro per la prima volta i suoi occhi: azzurri, di un azzurro marcato, stanchi dalla giornata ma dotati di un’intensità particolare; cerco di sorridere, ma mi ha un po’ paralizzato e non so se ci riesco. Per fortuna ci pensa lei a farlo; la malinconia però, una volta uscito dalla stazione, era ancora tutta su di me.

6 commenti

  1. A volte bastano un paio d’occhi…

    1. Davvero, un effetto…così🙂

  2. Sono cose da empatici ..

    1. Incredibile, ma vero🙂

  3. ma dove vanno i pendolari
    con i loro maglioni bianchi
    sempre in cerca di un mezzo o un libro.
    Ma dove vanno i pendolari
    con le loro facce stanche🙂

    1. Bellissima questa🙂

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