Un indovino mi disse [ROMA]

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La donna entra nel vagone della metro B1 a Conca d’Oro, rivolge lo sguardo ai sedili, tutti inesorabilmente occupati, e con un sospiro si rassegna alla prospettiva di un viaggio in piedi. Capelli biondi e sciolti, vestita con pantaloni ed un paio di ballerine scure, forse blu notte, di quelle con un minimo di tacco. Si sistema vicino alle porte, trova la sua posizione, apre la borsa e ne estrae un’edizione un po’ vecchia di “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani. Armeggia ancora con la borsa, i manici, la sua chiusura lampo, guarda un attimo il cellulare, lo ripone, chiude la cerniera. Finalmente fa risalire la borsa sulla spalla ed apre il libro, dal quale fuoriesce in altezza un segnalibro di cartone leggermente consumato.

 

3 commenti

  1. un grandissimo libro, uno dei miei preferiti, è uno dei pochissimi libri che ho riletto:)

  2. il primo libro di Terzani che ho letto. Ricordo che stavo a Ragusa, splendida città tra l’altro.

  3. Uno dei miei preferiti!

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