Morte in mare aperto [MILANO – TORINO]

camilleri morte in mare aperto

Il Regionale Veloce delle 18.18 sta per lasciare Milano in non perfetto orario, zeppo di pendolari che rientrano a fine giornata. Ognuno ha l’aria di volersene stare un po’, finalmente, assieme a se stesso; soli, si fa per dire, con i propri pensieri. Dopo una lunga passeggiata, vinco a sorpresa un posto a sedere (con vista) e inizio a leggere il mio libro con la serenità della vittoria. Un ragazzino arriva dopo pochi minuti con un sorriso e tanta voglia di parlare: capisco subito la situazione, ma cerco di resistere trattenendo il libro tra le mani. Fallisco. Il lettore al mio fianco, stempiato, con una sciarpetta grigia stretta al collo e la ventiquattrore ai piedi, dimostra l’esperienza dei suoi anni. Oppone stoica resistenza e applica la Regola n.1: evitare il contatto visivo. Accenna una lieve torsione del collo al passaggio del controllore, ma siamo ormai oltre Settimo e fuori zona rossa. Ritorna subito alle ultimissime pagine di Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano di Andrea Camilleri.

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