Partire leggeri [TORINO]

partire leggeriSarà che anche lei, da là sotto, soffre il caldo e l’umidità di questi primi giorni di giugno, ma la metro di Torino sta facendo i capricci, costringendo la fauna sotterranea a risalire in superficie. Sotto il sole intransigente, gli urbanauti si destreggiano con una certa goffaggine e attendono alle fermate in un silenzio rituale. All’arrivo dell’agognato mezzo, ciascuno si fionda verso il proprio numero come formiche verso lo zucchero.

Ad aspettare il 68 siamo rimasti in pochi, mentre la temperatura pare crescere in maniera direttamente proporzionale ai tempi di attesa, e agli sbuffi. Davanti a me, un ragazzo con la polo verde rimane composto e non sembra patire la situazione. Ai piedi veste le Clarks, alle spalle uno zainetto nero; due grosse cuffie coprono le orecchie, gli occhi sono schermati dalle lenti scure. Una sigaretta rollata pende in attesa tra le labbra e completa il kit di accessori. Le mani sono impegnate a reggere un libro pieno di appunti che richiude poco dopo. Il titolo suona da monito oggi: Partire leggeri, parola di Eric Ries.

2 commenti

  1. Oggi sono stato nella tua città per lavoro. Meravigliosa come sempre. Ogni volta ti avvolge con la propria bellezza come se fosse la prima volta.

    1. khalimera · · Rispondi

      È vero. Torino mi ha adottata da qualche tempo e non sembra lasciarmi, anche se io arrivo dall’estremo opposto. Un saluto

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