Author Archives: Cle

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The Readers Club: Dimentica il mio nome / Seconds [Lucca]

Stazione di Lucca, the day after Lucca Comics and Games. Gli ultimi reduci attendono in stazione l’arrivo del loro treno, attorno a loro valigie e borse delle più disparate case editrici presenti alla fiera. Sembrano stanchi, provati, ma contenti del weekend appena trascorso. Quasi tutti sono intenti a mostrare il proprio bottino, i volumi firmati […]

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Memorie di una Geisha [Bari]

Ha un’espressione stanca. Forse triste o arrabbiata. E’ una donna castana, capelli molto corti, non truccata se non per un velo di rossetto rosso acceso. Siede sulla panchina della stazione, poggiato vicino a lei, chiuso, un libro, dall’altro lato una sua amica che tenta di farsi perdonare con larghi sorrisi e vistoso gesticolare. La sua espressione resta […]

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Il Grande Disegno [Bari]

Il vento che porta i libri in treno ha ripreso a soffiare. Tre settimane di bonaccia: nessun lettore all’orizzonte, nemmeno quelli che leggono i volantini con le offerte del discount o del negozio di elettrodomestici. Percorro tutto il vagone, convinta che anche per questa settimana nessun lettore si sarebbe accaparrato lo spazio del giovedì mattina. […]

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L’orribile attesa del Giudizio Universale [BARI]

Mattina piovosa. Nessun posto a sedere disponibile. La lettrice seriale resta in piedi, poggiata alla parete del treno, divertita dal libro ed allo stesso tempo insofferente verso la borsa troppo pesante che non può certo poggiare sul pavimento sudicio ed inzaccherato.
Nonostante gli scossoni legge senza sosta né distrazioni sino al capolinea.

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Il bordo vertiginoso delle cose [BARI]

Il treno lentamente entra in stazione, ripongo il mio libro ancora stordita dall’ultimo racconto letto (per la cronaca Chi nutre e chi mangia di Gaiman). Guardo fuori dal finestrino: un treno ci si affianca e per qualche secondo sono seduta affianco ad una lettrice bruna, con gli occhiali neri spessi ed un trucco deciso dietro le lenti, intenta a scostarsi una ciocca di capelli dalla fronte.

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La regina dei castelli di carta [Bari]

Occupa quello che ormai ho ribattezzato “the readers spot – il posto dei lettori”: vagone di mezzo, primo sedile lato corridoio, sulla sinistra per chi sale: è lì che prendono posto i “miei” lettori ultimamente.
E’ un ragazzo capelli neri, maglia nera, jeans che a prima vista paiono neri ma che a guardarli meglio son blu scuro e diffusa couperose su tutto il viso. Sembra abbastanza preso dalla lettura de La regina dei castelli di carta, che ha cominciato da pochissimo, ma appare allo stesso tempo agitato. Cambia spesso posizione sul sedile,

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The Readers Club: L’amore ai tempi del colera/ Vagabondaggio [BARI]

C’erano due libri oggi in treno. Uno piccolino, magrolino, aperto ed in mano ad una lettrice assorta; l’altro, dal dorso più cicciotto, timidamente chiuso e oppresso dalla borsa della sua portatrice, che parla e ride di gusto con l’amica seduta di fronte a lei che evidentemente non vedeva da un po’. Mi piace notare che usa un […]

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L’Esclusa [Bari]

Erano giorni che non avvistavo un lettore. Ieri sera mi dirigevo mesta verso l’uscita quando all’improvviso scorgo la testa ricciolina bruna di una lettrice già nota. Sta in piedi, spiaccicata contro la porta opposta a quella aperta. I gomiti uniti e le mani giunte quasi in preghiera sono il suo leggio. Ho pochissimi secondi per capire cosa abbia deciso di leggere dopo il Maestro e Margherita. Non ho altra scelta se non abbassarmi in maniera innaturale sulle ginocchia come se vi fosse un terzo immaginario gradino alla fine del corridoio…

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Filosofia per la vita [Bari]

La gente gli dà le spalle e sogghigna nel vederlo leggere come un bambino delle elementari, lasciandosi guidare dall’indice ed aiutandosi con il movimento delle labbra. Io ne sono rapita, invece. Un uomo sulla trentina. Legge con la stessa avidità con cui l’italiano medio si avventerebbe sulla parmigiana di melanzane tiepida della nonna, gli occhi in fuori come a voler captare il maggior numero di verità possibili e l’espressione appagata ed affamata allo stesso tempo. Di tanto in tanto solleva la testa, guarda fuori dal finestrino, ma subito riprende a fare la scarpetta sul suo libro tenuto poggiato sul…

l'esattore

L’Esattore [Bari]

Lo noto dal finestrino prima di salire in carrozza mentre tiene il libro alto davanti al viso e, come un cacciatore che punta risoluto la preda, decido di prendere posto vicino a lui per capire cosa stia leggendo. E’ un uomo bruno, riccio, di mezza età, vestito di azzurro  dalla polo alle scarpe, tiene su […]

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American Dream [Bari]

Probabilmente Lewiss Carroll per il personaggio di Humpty Dumpty ha preso ispirazione da un signore del tutto simile al lettore di oggi. Lo vedo in piedi alla fine del corridoio del treno e noto prima di tutto la sua testa tonda, pelata e lucida, poi la sua posizione che definirei “a bastoncino di zucchero”: collo […]

Ilmomentodelicato

Il momento è delicato [Bari]

Mi intrufolo nel treno incredibilmente pieno nonostante il periodo estivo. Nel leggerissimo spiraglio di visuale che mi lasciano due pettorute donne che parlano davanti a me scorgo una ragazza seduta su uno degli scomodissimi sedili del “corridoio” del treno, china sul libro appena cominciato, che tiene sulle ginocchia . Veste in jeans, infradito ultra basse e […]

Immaginecent'anni di solitudine

Cent’anni di solitudine [Bari]

Mattinata grigia, umidiccia e appiccicosa. Il torpore aleggia nelle espressioni di tutti i passeggeri. Ormai dotati di radar, i miei occhi individuano subito un libro aperto e carpiscono da pochi indizi titolo e autore: Cent’anni di solitudine, di Gabriel Garcìa Màrquez. La detentrice del libro si regge la testa con la mano chiusa a pugno sulla tempia ed è ormai oltre il torpore: è in pieno sonno…

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Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio [Bari]

 Anche oggi fortunatissimo posto in piedi vicino ad una lettrice. Sta seduta un po’ scomposta, come se fosse scivolata in avanti sul sedile, caviglia sul ginocchio opposto, il libro poggiato sulla tracolla. Dall’alto riesco a leggere il titolo e l’autore impresso sulla intestazione delle pagine: Amara Lakhous, Scontro di Civiltà [per un ascensore a piazza Vittorio]. […]