Archivio dell'autore: RobyTuri

Il condominio [Torino]

Sul treno, una ragazza e un ragazzo salgono e occupano due posti uno di fronte all’altro. Lui si immerge subito nella lettura di un giornale sportivo. Lei – sulla ventina, capelli scuri -, invece, tira fuori dalla borsa un piccolo libro. Edizione economica, copertina morbida. Il treno parte, la ragazza gioca qualche minuto con il […]

Cime tempestose [Torino]

La ragazza sull’autobus non ha un’espressione felice. Sembra pensierosa, accigliata. Forse è semplicemente una giornata no. Indossa un giubbotto di pelle nera, trucco pesante. I capelli scuri le ricadono ai lati del viso rabbuiando la sua persona ancora di più. Gli auricolari, neri, nelle orecchie passano non so quale canzone. Tiene gli occhi fissi sulle […]

L’albero dei giannizzeri [Torino]

Il ragazzo sulla metro ha i capelli cortissimi e gli occhi grandi. Dallo zaino rosso che porta con sé sembrerebbe uno studente, universitario magari. Sale sul vagono semi-vuoto, si trova un posto a sedere. Tira fuori L’albero dei giannizzeri di Goodwin senza perdere un secondo. Si immerge nella lettura con sguardo serio e concentrato, senza […]

Il principio speranza [Torino]

Il signore di mezza età, nello scompartimento di fronte al mio, legge uno dei libri più imponenti che mi sia mai capitato di vedere. Dopo essersi seduto e tolto la giacca, inforca gli occhiali e, insieme a Il principio speranza di Ernst Bloch, tira fuori dallo zaino un lapis e un evidenziatore. Ha la faccia […]

Il compagno segreto [Torino]

Seduto in treno davanti a me c’è un ragazzo sulla trentina. Capelli ricci scuri, occhi chiarissimi. Per metà del viaggio lavora, scrivendo con il computer e parlando senza sosta al cellulare. A un certo punto ripone il portatile, si alza e dalla valigia sulla rastrelliera tira fuori Il compagno segreto di Joseph Conrad. E’ un […]

Il lupo della steppa [Torino]

Sul treno per Firenze, due che a prima vista sembrano madre e figlia ridono insieme. La ragazza ha lasciato aperto sul tavolo un libro di sociologia. La donna, invece, tiene il segno con le dita a Il lupo della steppa di Herman Hesse. Fino a un attimo prima era immersa nella lettura. Adesso si gode […]

La casa della moschea [Torino]

La signora legge in metro, in piedi, appoggiata alla parete con nonchalance. È molto curata – abito colorato, smalto sulle unghie, orecchini etnici. Prima della fermata chiude La casa della moschea di Abdolah e fissa con insistenza la copertina. Non sembra troppo convinta della sua scelta. Poi scende dal vagone con il libro in mano.

Le metamorfosi, Apuleio [Torino]

La ragazza accanto a me sull’autobus sembra nervosa. Gioca con l’orecchino colorato al lobo destro; si tocca i capelli scuri, arrotolando una ciocca sulle dita. Tira fuori un libro piccolo e mal messo, un libro da biblioteca. Sfoglia alcune pagine de Le metamorfosi di Apuleio, scorre due righe con gli occhi. Poi si distrae. Non […]