L’Esattore [Bari]

l'esattoreLo noto dal finestrino prima di salire in carrozza mentre tiene il libro alto davanti al viso e, come un cacciatore che punta risoluto la preda, decido di prendere posto vicino a lui per capire cosa stia leggendo. E’ un uomo bruno, riccio, di mezza età, vestito di azzurro  dalla polo alle scarpe, tiene su gli occhiali da sole anche se fuori il cielo è nuvoloso, ha dei braccialetti etnici ai polsi ed un anello di acciaio al pollice.
Continua a tenere il libro alto avanti a sé con i gomiti ben poggiati sui braccioli, ma sino a che il treno non riprende la sua corsa i suoi occhi sono impegnati a scrutare le facce delle persone che salgono sul mezzo e forse a cercare un volto conosciuto.
Quando il treno riparte riprende anche la sua lettura, senza sosta né distrazioni. Mi diverte vedere che con il piede batte un tempo immaginario di una qualche canzone rock che suona nella sua testa, sarà forse un batterista?
Una fermata prima del capolinea, si stiracchia chiude il libro per riporlo e me ne mostra finalmente il titolo: L’Esattore di Petros Markaris.

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