La prosivendola [ROMA]

Legge e sorride tra sé. Si auto compiace della sua lettura. Forse Pennac fa questo effetto. Sta leggendo il suo La Prosivendola, mentre viaggia verso il capolinea della metro Jonio.
E nonostante la metro sia ormai piena di posti a sedere, la donna rimane in piedi, rapita dalla lettura ed in una posizione in cui sembra comunque trovarsi comoda. Tinte beige, marroni e tortora contraddistinguono i suoi vestiti, mentre una borsa verde, portata a tracolla, le scende sul petto. Avrà sulla quarantina, porta orecchini e bracciali, forse l’unico accessorio che non si intona con tutto il resto dell’abbigliamento. Quando qualche passeggero le transita vicino, si distrae un attimo ed alza lo sguardo, mantenendo il sorriso sul viso, come se ripensasse alle parole, evidentemente ironiche, appena incamerate dentro di sé.
Scende, come sospettato, al capolinea, ultima della fila e con il libro ancora tra le mani. L’espressione compiaciuta non si è allontanata dal suo volto.

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