La mia vita disegnata male [ROMA]

GIPIDi fumetti si parla, stavolta. Media statura, sufficientemente grande da essere apparecchiato sulle ginocchia, orizzontale, senza dare fastidio. Sufficientemente tenuto distante da consentire l’approdo di almeno un paio di paia di occhiali. I primi sono fedelissimi alla linea; i secondi (colorati il giusto) sono quelli di Lettore, che mi siede accanto e  proprio non riesce a non guardare quelle immagini parlanti. O quelle parole disegnate. Non solo parole, dunque; a ben vedere si tratterebbe di una vita intera in cui ci immergiamo insieme, senza preavviso, almeno per un triplo giro di pagine. Quando mi accorgo di non essere sola sorrido, trovando necessaria la cortesia di scostare la mano sinistra dallo  spigolo  del libro, quello in alto alla medesima. Sorrido, per il suo giro di sciarpa fuori temperatura e troppo stretto; per le braccia distese lungo le gambe. Per la raffinatezza delle code dell’occhio. Superate le code, lo sguardo si centra sulla piega verticale dei suoi pantaloni. L’età è quella di mezzo, il libro è mio, leggiamo in due, ma il protagonista è Lettore. Il finale di questa scena termina sempre a Flaminio, con l’antipatia della fretta e l’augurio che abbia avuto almeno il tempo di memorizzare a che pagina siamo arrivati.

One comment

  1. L’ha ribloggato su matsymanue ha commentato:

    Tandem

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